Gian Piero Robbi

Verdi

Anno di nascita: 1970
Luogo di nascita: Sassari

Professione: Impiegato RAI

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...attraverso le asperità alle stelle...

per aspera ad astra

Fare, per l’appunto, e non “scendere”.  Rinunciando in toto a qualsiasi forma economica mi venga riconosciuta dal Consiglio Comunale, qualsiasi somma percepirò, verrà elargita in beneficenza a chi, purtroppo, ha delle grosse difficoltà economiche. Perché io la politica la vedo così “al servizio del cittadino”.

Perché per me la politica non è un fine così da tutelare gli interessi che afferiscono esclusivamente alla propria sfera d’influenza ma lo strumento essenziale per perseguire il bene di tutti: la “res publica”, come dicevano gli antichi Romani.

Inoltre, ho deciso di tentare il “grande passo” della candidatura per rappresentare i trentini in consiglio comunale, mosso dalla cocente delusione nei confronti di una classe politica troppo dedita a creare attorno a sé una clientela anziché a occuparsi seriamente e soprattutto concretamente di migliorare la vita di ognuno di noi, perché operare al meglio all’interno della Pubblica Amministrazione significa apportare notevoli vantaggi alla quotidianità dei cittadini.

E la Pubblica Amministrazione - come suggerisce l’origine della parola stessa: “Ad Minus Stare” - non è chissà quale “gigante” contro il quale applicare una forza disumana per domarlo ma la cura diligente delle “piccole cose” che, sommate, hanno la capacità di cambiare in meglio le nostre esistenze, ognuna diversa

dalle altre ma con spesso problemi comuni ed orientate verso un unico scopo: il quieto vivere.

Ecco perché ho deciso di “fare” politica con i Verdi del Trentino, sono stanco che la “cosa pubblica” sia trattata con approssimazione e diseguaglianza. 

 

Ed è necessario, per dare una svolta all’amministrazione trentina, spingere i “dinosauri” della politica a estinguersi e portare avanti un progetto di rinnovamento che – sembra un paradosso ma non lo è - guardi all’Antica Grecia per riscoprire il vero fine della politica: il perseguimento e la tutela del bene comune, perché tutti – nessuno escluso – facciamo parte della stessa grande “agorà”

In questa grande piazza, però, ed in alcuni momenti più o meno critici che riguardano il mio stato di salute, non posso camminare in piedi ma seduto su una carrozzella. 

Nel 1996, infatti, mi hanno diagnosticato una di quelle malattie che i medici classificano come “rare” quando devono fare i conti con l’impossibilità di riuscire a trovare una soluzione. In pratica, sto perdendo progressivamente l’uso degli arti inferiori e sono costretto a guardare il mondo dal basso verso l’alto.

Faccio parte della schiera dei disabili. Gente che, nonostante in giro si dica che quella in cui viviamo è una società civile e progredita, è costantemente emarginata, come se fossimo invisibili.

 

Ed è proprio su questo che ho acquisito la “maggiore esperienza” che ogni individuo può sperimentare sulla propria pelle. La disabilità vista da un disabile.

Eppure esistiamo, respiriamo la stessa aria dei “bipedi”, con la necessità di una vera rappresentanza che abbia come obiettivo il permetterci di passare dalla sopravvivenza a una vita degna di essere vissuta.

 

Ecco perché ho deciso di “fare” politica: occuparmi della disabilità all’interno del Consiglio Comunale di Trento, laddove si prendono decisioni determinanti per chi non può muoversi come tutti gli altri. Anzi, laddove si dovrebbe…

Sono due, perciò, i pilastri del mio progetto politico-amministrativo, qualora dovessi essere scelto: l’abbattimento “autentico” delle barriere architettoniche e il miglioramento delle condizioni economiche dei disabili che passa soprattutto attraverso il lavoro.

 

Innanzitutto, vivendolo ogni giorno sulla mia pelle, nonostante ci siano leggi in merito, parecchi edifici pubblici hanno il grosso difetto di avere ancora seri ostacoli per la mobilità dei disabili

Eppure la Pubblica Amministrazione dovrebbe essere accessibile a chiunque perché a chiunque si rivolge.

Occorre, inoltre, rivedere l’ICEF (l’Indicatore della Condizione Economico patrimoniale familiare) che è in sé un’ottima cosa ma negli ultimi mesi più di  1.500 disabili non hanno potuto accedere ai benefici previsti dalla legge a causa di una soglia ritenuta troppo alta rispetto a quella richiesta dalla Provincia, non tenendo in considerazione lo stato di “urgenza sociale” di chi non è “normodotato”.

 

E poi c’è l’annosa questione del lavoro, soprattutto in questo periodo di enormi difficoltà economiche per tutti (più di quattro milioni di famiglie, secondo l’ultimo rapporto EURISPES, non riescono ad arrivare “a fine mese”).

Parto da un presupposto, noto a tutti: il lavoro è un diritto costituzionale tant’è, come recita l’articolo uno, “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata su lavoro”. Per di più, stando all’articolo tre, “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”. 

 

Purtroppo, però, non è per niente così. Figuriamoci per chi è costretto a muoversi in “carrozzella”. 

Eppure, per quanto riguarda i disabili, c’è una legge – precisamente l’art. 3 della l. 68/99 – che impone alle aziende con più di quindici dipendenti di riservare posti a lavoratori disabili in proporzione ai lavoratori in forza.

 

Basta, tuttavia, farsi un giro per gli uffici del “collocamento”, per accorgersi che non c’è alcuna azienda che possa – o meglio voglia – assurgere al dovere legislativo. 

Insomma, parafrasando George Orwell nella “Fattoria degli Animali”, tutti gli uomini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri e i disabili sono quelli che lo sono ancora di meno

Ed io, Gianpiero Robbi, impiegato, sardo e trentino allo stesso tempo, sono uno di loro.  

 

Pronto per tentare di cambiare le cose con il vostro sostegno.

Sono nato a Sassari, in Sardegna, il 5 marzo del 1970 e diciotto anni dopo, conseguito il Diploma presso l’IPSAR, mi sono trasferito a Trento.

Sono sposato con Laura ed ho due figli: Mirko ed Erich. Ed ho deciso di “fare” politica nel territorio che mi ha accolto venticinque anni fa. Fare, per l’appunto, e non “scendere”.

Lavoro alla Rai (Rai Way) dal 2007. 

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